In quello che è oggi il periodo più buio di speculazione finanziaria trascorso in Europa, da quando è stata introdotta come moneta unica l’euro, tra i nuovi termini, oramai facenti parte del dizionario italiano c’è il termine “spread”. Ma cosa significa e soprattutto cosa indica questo termine?
Lo “spread” è una parola derivante dalla lingua inglese, che letteralmente significa larghezza, apertura, divario e viene inteso nel glossario finanziario come differenza esistente tra la resa dei titoli di stato italiani, ossia i Btp, i Buoni del tesoro poliennali e quelli dei famosi titoli della Germania, ossia i Bund, i Bundesanleihen; anche se tale termine può essere riferito a diverse coppie di valori e nella fattispecie di questi titoli di stato, indica quindi con il termine “spread BTP/Bund”, la differenza in percentuale, fra i loro rendimenti.
In termini pratici quindi, quando letteralmente si dice che lo spread si è alzato, significa che il valore dei BTP italiani va a picco, rispetto al valore dei corrispettivi tedeschi Bund ma ecco un facile esempio numerico a chiarire bene il “concetto”: se il rendimento del BTP è del 5% e quello del Bund è invece del 2%, lo spread tra i due viene calcolato con una semplice operazione matematica del tipo 5-2=3% e quindi lo spread è di 300 punti.
E’ perciò evidente che lo spread BTP.Bund, può aumentare in due fattispecie, che peraltro possono ovviamente combinarsi tra loro:
- quando il rendimento del BTP italiani, resta fermo ed invece quello del Bund tedeschi scende e vede quindi il BTP fermo ad esempio a 4,5%, mentre il Bund scende anche all’1%, quindi lo spread è salito a ben 350 punti; un caso che non è pericoloso per il nostro stivale e che non implica maggiori oneri sul debito pubblico;
- per contro, quando il BTP sale ed il Bund resta fermo e quindi si avranno ad esempio i BPT a 4,5% ed il Bund fermo a 1%; un caso abbastanza frequente, essendo i titoli tedeschi i più sicuri dell’area euro, il cui rendimento si muove ben poco, lasciando salire lo spread, con un aumento degli interessi sul debito pubblico.
In pratica il rendimento di un titolo di stato ed in generale di qualsiasi obbligazione, rappresenta il suo livello di rischio, per cui se il rendimento è maggiore, maggiore è anche il rischio che l’emittente non paghi le cedole del titolo ed il capitale alla scadenza; mentre di contro, minore è il rendimento e minore sarà il rischio assunto dall’obbligazione, motivo per cui se lo spread aumenta, il rendimento del nostro Btp sta aumentando, dunque il nostro debito viene considerato per così dire decisamente meno sicuro rispetto all’equivalente tedesco!
Ebbene si, se lo spread tra Btp e Bund aumenta, il mercato considera l’Italia come meno affidabile ed i nostri titoli di stato perdono valore, in quanto rendendo di più, e sono percepiti come più rischiosi!
La conseguenza finale di questo aumento di spread BTPBund, è quindi che i rendimenti dei nostri BPT sono sempre più alti e di conseguenza sempre più rischiosi, per cui il governo nazionale, per renderli più appetibili sul mercato, dovrà offrire cedole più elevate agli acquirenti, con un aumento del deficit statale!


